Dai 2 ai 3 anni: le Sane Opposizioni

"Spesso il bambino è considerato capriccioso perché si oppone ai cambiamenti improvvisi:

• Fa tutti i giorni il bagno con il papà e non vuole farlo con la nonna;
• Ha cominciato un gioco con la mamma e non vuole interromperlo;
• Tutti i giorni esce con il cappotto e non ne vuole sapere di mettere la mantella perchè piove.

Chi ha ragione?

Il bambino abitudinario per senso di sicurezza o gli adulti con i loro buoni motivi?
Riusciranno a mettersi d'accordo senza drammi?"

(Grazia Honegger Fresco)

"Trovare il proprio modo" o "fare come dico io"?

E io mi sento di aggiungere, lavorando in campo educativo : voglio che il bambino sia dipendente da me e dai miei tempi o voglio che trovi il suo proprio modo di relazionarsi col mondo e di fare le cose?

Voglio che agisca per compiacermi e per obbedirmi o voglio che possa sentirsi libero di esprimersi il più possibile e di essere ciò che è?

Buona riflessione! 🙂

Alice Righetti

2 thoughts to “Dai 2 ai 3 anni: le Sane Opposizioni

  • Diana

    Sono d’accordo sul fatto che lui trovi il proprio modo, per questo cerco sempre di farli capire le cose e non impormi, nel senso, che se fa freddo e lui non vuole mettere il giubbotto li spiego il perche lo deve mettere e li faccio vedere cbe fa freddo…. ma sul fatto di fare il pisolino pomediriano quasi sempre diventa un problema perché vuole giocare e lotta col sonno ma se non fa il pisolino poi la sera è molto agitato e dorme male, è giusto quando non capisce farlo addormentare lo stesso anche se piange??

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    • wp_7366154

      Cara Diana,
      Mi fa piacere che questo articolo abbia innescato una riflessione, pur non essendo incentrato nello specifico sul tema del sonno del bambino.
      Non potendo entrare nello specifico del tuo caso, posso condividere qualche spunto generale che però può variare con l’età del bambino.
      Il sonno e il riposo, come il nutrimento, il contatto e il gioco, sono necessità fondamentali e putroppo spesso sono vincolati a ritmi e bisogni dell’adulto o della società piuttosto che a quelli del bambino stesso.
      Spesso conciliare le due cose, oppure riuscire a distinguerle risulta difficile (quale bisogno è effettivamente un bisogno del bambino e quale bisogno che credo sia del bambino è in realtà un bisogno mio?).
      Il web è pieno di consigli, regole e soluzioni più o meno efficaci, tanto che selezionarle a volte è un’impresa.
      C’è però un punto che secondo me è alla base di tutto ed è come siamo noi. Ad esempio, tu, come riposi? Quali sono e come vivi i tuoi ritmi?
      Nella mia esperienza nel momento in cui siamo più consapevoli dei nostri bisogni siamo anche più disponibili e comprensivi nei confronti degli altri…figli compresi.
      In linea di massima, per aiutare il bambino nell’addormentarsi al pomeriggio, può essere utile mantenere una routine nell’orario e nella preparazione a quel momento (a mo’ di vostro rituale), preparare l’ambiente in modo che sia calmo e accogliente, essere rilassata tu in primis come mamma (sentendoti agitata probabilmente lo sarà anche lui).
      Questo, però, fermo restando le riflessioni precedenti.
      Qualora volessi un consiglio più mirato, scrivimi pure tramite i contatti che trovi sul sito.
      Dott.ssa Alice Righetti

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