Per diventare emotivamente regolati, i bambini hanno bisogno di genitori che lo siano a loro volta
Foto di Gino Crescoli da Pixabay

Per diventare emotivamente regolati, i bambini hanno bisogno di genitori che lo siano a loro volta

Una delle difficoltà che noto essere molto frequente tra le famiglie che si rivolgono a me è quella di comprendere come rispondere a manifestazioni comportamentali “difficili” dei bambini.

Che siano comportamenti dettati da “esplosioni” di rabbia, pianti disperati o di felicità così intensa da mettere a soqquadro la casa.

La capacità di regolare le proprie emozioni non avviene SOLO con il passare del tempo: lo abbiamo già visto QUI.

Se è vero che un bambino ha un sistema nervoso immaturo, che non è quello di un adulto, e che prima dei 3/4 anni circa non si può pretendere che acquisisca certe competenze proprio perché il suo sistema non è pronto, è altrettanto vero che non si sveglierà il giorno del suo quarto compleanno magicamente emotivamente regolato, solo grazie al soffio delle candeline.

I bambini imparano ad esprimere le loro emozioni grazie all’esempio degli adulti che sono il loro riferimento.

Quindi in primis da mamma e papà, ma anche dagli educatori del nido e dagli insegnanti della scuola dell’infanzia.

Se mamma e papà sono a disagio con le proprie emozioni spiacevoli, se alla prima suonata di clacson scendono dall’auto e urlano dietro a chiunque per ore, se non si permettono di arrabbiarsi o di manifestare tristezza perché “non si fa”, influenzeranno in tal senso l’espressione emotiva del loro figlio.

Con l’esempio e rinforzando alcune espressioni emotive, reprimendone altre.

Per questo, sia che si tratti di genitori che di professionisti, se si vuole aiutare un bambino nella regolazione emotiva serve sempre e comunque partire da sè.

Questo si può fare all’interno di un percorso di consulenze genitoriali, come tramite un percorso individuale, a seconda delle esigenze.

 

Dott.ssa Alice Righetti

Psicologa dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Preganziol (TV)

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